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Ultimo aggiornamento: 15:30

Bisogna fare una consulenza tecnica decisiva. Ma chi paga? Lo Stato o l’imputato, di fatto, irreperibile (e quindi i suoi legali d’ufficio)? C’è un tema meramente economico, ancor più che di diritto, a motivare la sospensione del processo sulla morte di Giulio Regeni. Un questione che però può diventare di principio e che ora rischia di allungare ancora di più i tempi di un procedimento la cui sentenza era attesa entro l’anno. Come noto, i difensori dei quattro 007 egiziani imputati, a vario titolo, per il rapimento, le torture e infine l’omicidio del ricercatore friulano – avvenuto tra la fine di gennaio e l’inizio del 2016 – sono stati nominati d’ufficio.

Gli agenti della National Security del Cairo risultano infatti irreperibili, l’Egitto non ha mai collaborato e il giudice non ha potuto far altro che nominare degli avvocati d’ufficio. Solo che il 26 ottobre 2023 la Corte Costituzionale ha emesso una sentenza storica che ha superato la norma del codice penale che non prevedeva che i giudici potessero procedere in assenza degli imputati accusati di crimine di tortura. Di fatto, per l’imputato “irreperibile”, in questi casi, si procede come se fosse volontariamente assente. Atto che ha dato la possibilità al Tribunale di Roma di dare il via al processo.