VENEZIA - Attriti e malumori? Meglio risolverli in casa. Il Pd, in questo momento, vuole giocare senza rimpianti le due partite più importanti del Veneto, Regione e governo di Venezia, e per questo eventuali scaramucce tra giocatori è meglio risolverle in spogliatoio. Le polemiche interne sul doppio ruolo di Monica Sambo (candidata consigliera in regione e segretaria comunale del partito) e sulla sua presentazione elettorale di domenica a Mestre (che secondo alcuni era stata presentata come assemblea pubblica per far incontrare la cittadinanza con il candidato presidente Giovanni Manildo) non proseguiranno: a buttare acqua sul fuoco sono gli altri candidati al consiglio regionale Gianluca Trabucco e Margherita Lachin.

«Il nostro obiettivo è chiaro: conquistare consensi per Giovanni Manildo e per la lista del Partito democratico - dicono - In questa fase decisiva della campagna elettorale ogni energia deve essere impiegata per spiegare il progetto, ascoltare i cittadini e costruire fiducia sul territorio. Smettiamola di farci del male». L'invito agli iscritti del Pd, quindi, è quello a deporre le armi perché una guerra interna porterebbe solo effetti dannosi per il partito. «Le polemiche interne sono inutili e sottraggono tempo, risorse e credibilità: non possiamo permetterci di perderci in discussioni che non servono né al territorio né alla nostra comunità. Evitiamo la rissa fra di noi e riportiamo il confronto nei luoghi giusti, con rispetto e responsabilità. Le polemiche fuori dal partito non le capisce nessuno: confondono gli elettori e alimentano sfiducia. Chi ci guarda vuole proposte concrete, serietà e unità. Mostriamo quello che sappiamo fare: lavoro, sanità, ambiente, opportunità per i giovani e per le famiglie».