Con la ruota della manovra fiscale bollinata ieri dalla Ragioneria generale dello Stato, vince chi affitta a breve termine la casa di proprietà, mentre chi si affida a intermediari come Airbnb alla fine pagherà un 5% in più di tasse. Vince chi non aveva ancora finito di pagare le rate della precedente rottamazione, ma — clamorosamente — perde chi invece ha fatto fino in fondo il proprio dovere e per questo si vede tagliato fuori dalla nuova sanatoria. Si mantiene nel comodo regime di flat tax il pensionato che arrotonda con qualche lavoro la pensione inferiore a 35 mila euro, ma va incontro alla stangata chi invece supera quel limite. Come i medici, che pure vari governi hanno supplicato di restare in servizio per coprire le falle negli organici. Nel testo finale della legge di Bilancio la novità di maggior rilievo è il parziale dietrofront sull’aumento della tassazione per le prime case (esclusa ovviamente quella dove si abita) adibite ad affitti brevi. La cedolare secca salirà infatti dal 21 al 26% solo per chi affida la gestione a intermediari immobiliari o a piattaforme come Airbnb e Booking. Secondo recenti rilevazioni, circa 200 mila appartamenti su 700 mila legati al business degli affitti turistici. Per le restanti 500 mila case si resterà invece al 21%. Così, secondo le simulazioni eseguite per noi dallo studio tributario “Timpone & Associati”, con un incasso annuo da locazione breve di 25 mila euro, chi si affida a Booking & Co. pagherà 1.250 euro di imposte in più rispetto a chi fa da sé. «Un modo per spingere verso il nero chi, oltre a versare imposte più alte trattenute direttamente dalla piattaforma immobiliare, deve anche corrisponderle un 15–20%», spiega Gianluca Timpone. Rottamazione Ma è sulla rottamazione che la ruota della fortuna fiscale si è sbizzarrita di più. Tanto per cominciare, si conferma che dalla sanatoria quinquies, contrariamente alla precedente, sono esclusi i contribuenti che hanno omesso di dichiarare in tutto o in parte il proprio reddito. Ma a colpire di più è l’esclusione di coloro che, oltre ad aver aderito alla quater, hanno pagato regolarmente tutte le rate. Questo per far sì che la nuova sanatoria non venisse identificata come un semplice allungamento della precedente. “Resta il fatto — commenta Timpone — che bisognerà intervenire su queste situazioni per evitare disparità di trattamento e salvaguardare gli interessi erariali, perché il debito residuo escluso difficilmente verrà estinto. Saremmo invece di fronte a un’unica certezza assoluta, cioè la ‘morte commerciale’ del contribuente.” Tanto per capire: con 30 mila euro di cartelle da sanare, chi ha fatto pace con il fisco la volta scorsa rischia ora di versare in più 17.064 euro di interessi e sanzioni. Chi invece deve ancora finire di saldare cartelle da accertamenti o verifiche fiscali, non solo si beccherà ora sanzioni e interessi, ma dovrà versare il residuo tutto in una volta, senza poter contare sulla rateizzazione. Cumulo lavoro e pensione Chi ha un reddito da pensione superiore a 35 mila euro e svolge anche un’attività lavorativa esce dal regime della flat tax del 15% ed entra nella molto più onerosa tassazione ordinaria. Un mezzo salasso per molti professionisti, ma una vera beffa per i medici, che la legge ha autorizzato a restare in servizio fino a 70 anni — in alcuni casi perfino 72 — per coprire i posti vacanti in Asl e ospedali, ma che poi vengono tartassati proprio sul reddito da permanenza in servizio. Con un reddito da pensione di 60 mila euro e uno da lavoro di 20 mila, tra Irpef, addizionali, contributi all’Enpam e assicurazioni, se ne vanno via 15.100 euro, lasciando in tasca al pensionato-lavoratore in camice bianco appena 4.900 euro. Per questo si era parlato di far rientrare questi redditi nel regime di flat tax, dove erano fino all’avvento del Covid. Ma alle promesse non sono seguiti i fatti.
Manovra, dagli affitti brevi alla rottamazione: ecco chi vince e chi perde
Si salvano solo le locazioni turistiche senza intermediari. Sanatoria delle cartelle esattoriali, il nodo esclusi. Beffati i medici pensionati












