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Non esiste ancora una linea comune ma da più parti, e per motivi anche di salute, la "bilancia" pende a favore di una futura abolizione del cambio d'ora: ecco perché e cosa succede all'organismo dei più fragili

Si avvicina a grandi passi il passaggio dall'ora legale all'ora solare (la notte tra sabato 25 e domenica 26 ottobre) con un'ora in più di sonno visto che le lancette, alle 3 di notte, dovranno essere spostate indietro di un'ora. A tenere banco ormai da anni e negli ultimi giorni è il dibattito sull'eventuale abolizione del doppio cambio d'orario e lasciarne uno per i 365 giorni dell'anno. Se è vero che adesso dormiremo un'ora in più e nel periodo primavera-estate abbiamo a disposizione più luce naturale, sono molteplici le criticità nello postare l'orario ogni sei mesi.

A risollevare questo dibattito è stato l'altro ieri il premier spagnolo, Pedro Sanchez, che in un video pubblicato su X ha annunciato che Madrid avrebbe chiesto all'Unione Europea di abolire il cambio orario. "Cambiare l'ora due volte all'anno non ha più senso. Aiuta a malapena a risparmiare energia e ha un impatto negativo sulla salute e sulla vita delle persone. La Spagna ha avanzato la proposta nell'ambito del Consiglio Ue dell'Energia", ha dichiarato Sanchez senza però specificare se preferisca restare con l'ora legale o quella solare. Il nostro Paese, per adesso, non ha preso una posizione netta e definitiva: il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha detto di non essere nè favorevole, nè contrario.