Genova - L’Odissea di Omero tradotta dal poeta Ippolito Pindemonte, una copia de Le Mie Prigioni di Silvio Pellico, datata 1889, e un’analisi ragionata del Congresso di Vienna del 1818. Libri antichi, ingialliti, consumati dal tempo. Che, però, continuano a vivere tra le mani di appassionati lettori. Sono solo alcuni dei rari testi conservati nella Biblioteca Servitana, in via E. Baroni, nei fondi della chiesa di Santa Maria dei Servi alla Foce (qui la pagina Facebook). Un prezioso patrimonio culturale, purtroppo ad alcuni ancora sconosciuto. “La nostra Biblioteca è e vuole continuare ad essere un punto di riferimento per il quartiere, purtroppo però, nonostante la lunga presenza sul territorio non tutti ne sono a conoscenza. Qualcuno ci ha detto che pur vivendo qui da anni, non ci conosceva”, dichiara al Secolo XIX Ilaria Murgia, responsabile della biblioteca, gestita da una ventina di volontari, provenienti non solo dalla Foce ma anche dai Marassi, San Martino e Apparizione. Tra loro Martina, che cura la pagina social della biblioteca, Roberto, Eugenio, Enrico, Luisella, Eva e molti altri.

Proprio per farsi conoscere e tornare ad essere punto di riferimento sociale e culturale del quartiere, i volontari hanno lanciato, con la collaborazione di padre Johnas, anche un open day in programma domenica 26 ottobre dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 18. L’iniziativa offrirà ai cittadini la possibilità di visitare gli spazi della struttura, conoscere i servizi offerti, ammirare dal vivo i volumi consultabili e lo spazio dedicato ai più piccoli.