Massimo Perotti lo aveva anticipato, in linea generale, al Salone di Cannes, a margine della sua conferenza stampa, perché non era riuscito a tenerselo dentro. Aveva parlato di uno yacht nuovo, ma dalle linee classiche, del passato forse più ruggente della nautica italiana, quello degli Anni Sessanta e di panfili come l’Ischia e le altre “isole”. SI sarebbe chiamato SHE, e già qui si è pensato all’esaltazione della barca, a un omaggio per l’imbarcazione declinato al femminile – laddove spesso prevale l’accezione maschile in Paesi non anglofoni derivata dalle consuetudini della Marina militare (il Vespucci, non la Vespucci).
SHE è disegnata da Sanlorenzo con lo sstudio Zuccon e Piero Lissoni
Una barca-tributo
Ora, SHE non è più un segreto. Si mostra e a vederla appare subito il tributo all’eleganza del passato. Non a caso, SHE sta per Sanlorenzo Heritage (però non riiusciranno a levarci dalla testa quel richhiamo femminile...) e dietro questo acronimo si cela un nuovo yacht di 25,5 metri che rappresenta appunto “un omaggio all’eleganza e alla tradizione del design nautico italiano, che unisce lo spirito del passato alla visione del futuro”. Così la presenta il cantiere.
Non una serie, dice Perotti, ma un qualcosa di unico. “E’ un’opera unica ed esclusiva, nata dal pensiero e dalla visione di Sanlorenzo insieme a Zuccon International Project e Lissoni & Partners – spiega il presidente e Ceo del gruppo Sanlorenzo -. E’ uno yacht che riflette tutto ciò in cui crediamo: un’eleganza che non ha bisogno di urlare, un’innovazione che sa rispettare, un design destinato a durare. Presentare SHE in occasione del mio ventesimo anniversario alla guida di Sanlorenzo, ha per me un significato profondo: SHE è un ponte tra ciò che abbiamo ereditato e ciò che scegliamo di diventare".






