L'apertura della presidente della Commissione Ursula von der Leyen ai combustibili verdi (biocarburanti ed e-fuel) è una novità importante. Ma di cosa si tratta? Gli e-fuel, o carburanti sintetici, sono ottenuti combustibili artificialmente combinando idrogeno prodotto tramite elettrolisi dell'acqua (utilizzando energia rinnovabile) e anidride carbonica catturata dall'atmosfera o da processi industriali. Il risultato è un carburante liquido che può alimentare motori a combustione tradizionale, con la promessa di un bilancio di emissioni neutro: la CO2 rilasciata in fase di combustione corrisponde a quella precedentemente catturata.
Si tratta di una tecnologia compatibile con l'infrastruttura esistente, dai serbatoi alle pompe di benzina, e rappresenta quindi una possibile soluzione di continuità per l'industria automobilistica europea. Tuttavia, la produzione degli e-fuel richiede grandi quantità di energia rinnovabile, è attualmente poco efficiente ei costi sono ancora molto elevati. Per ottenerne un litro sono necessari circa due litri di acqua. Oggi il prezzo è di 20 euro al litro che, secondo uno studio potrà scendere fino a 2,8 euro al litro. In Europa sono prodotti solo dal gruppo tedesco P2X Europe ad Amburgo. La loro diffusione su larga scala è oggi limitata, ma il loro potenziale futuro è considerato strategico, soprattutto per settori difficili da elettrificare come l'aviazione o il tra sporto pesante.










