ROMA - L’Italia mette la freccia e sorpassa tutti in Europa sul tema dei biocarburanti. Con il decreto del 2 ottobre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 novembre, il nostro Paese diventa infatti il primo in Europa a consentire, in modo chiaro e regolamentato, la trasformazione dei motori diesel per poter utilizzare i biocarburanti. Una piccola grande rivoluzione che potrebbe cambiare il destino di milioni di veicoli ancora perfettamente funzionanti, ma spesso penalizzati dalle politiche di transizione ecologica. Soprattutto alla luce delle recenti aperture dell’Ue anche sui biocarburanti oltre che sull’e-fuel che potrebbero essere confermate il 10 dicembre con il varo della nuova proposta legislativa per rivedere il regolamento sulle emissioni di CO2 introducendo una maggiore “neutralità tecnologica”.
In pratica, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha stabilito come si devono omologare e installare quei sistemi che permettono a un motore diesel tradizionale di funzionare con biocarburanti come l’HVO o altri derivati. Non si tratta di stravolgere il veicolo né di interventi da officina “creativa”: le regole definiscono chi può installare questi sistemi, come devono essere certificati e quali controlli devono superare. L’obiettivo è semplice: garantire che l’uso dei biocarburanti sia sicuro, pulito e compatibile con le emissioni richieste.






