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Ultimo aggiornamento: 15:44
Prima di diventare un caso giudiziario, e tra le concause dell’amministrazione controllata della Juve Stabia per infiltrazioni camorristiche, la presenza di tre tifosi contigui al clan D’Alessandro alle celebrazioni pubbliche del 29 maggio per l’ottimo campionato delle Vespe era diventata un caso politico. Le foto sul palco dell’evento in villa Comunale, organizzato dal Comune di Castellammare di Stabia per festeggiare la conclusione di una stagione culminata nei play off promozione per la serie A, fecero il giro di pc e cellulari. Si vedevano questi personaggi a poca distanza dai vertici dell’amministrazione e del sindaco Luigi Vicinanza, leader di una maggioranza eletta nel 2024 come avanguardia dell’attuale campo largo.
L’europarlamentare Pd Sandro Ruotolo, componente della segreteria Schlein, che è anche consigliere comunale stabiese, candidatosi proprio per rimarcare una svolta rispetto al precedente scioglimento per camorra di una giunta di centrodestra, diramò un comunicato molto polemico: “Sul palco del Comune sono saliti noti camorristi, pusher, ed elementi riconducibili ai clan stabiesi: una vergogna per lo sport e per la città”. E si rivolse al sindaco così: “Da che parte state?”.














