Nel tumore al seno si sta assistendo a una continua rivoluzione terapeutica. Tra gli ultimi farmaci arrivati ci sono i degradatori selettivi del recettore degli estrogeni di nuova generazione (Serd), che sembrano molto promettenti contro il tipo di tumore al seno più frequente, quello ormono-sensibile (circa il 70% di tutti i casi). Ora, dal congresso della Società europea di oncologia medica (Esmo, Berlino, 17-21 ottobre) arrivano dati positivi su un nuovo Serd, giredestrant, testato in pazienti con malattia localmente avanzata (III stadio non operabile) o avanzata (IV stadio) che hanno sviluppato resistenza a tutte le altre terapie “anti-ormonali”. Una popolazione di pazienti per cui esiste un grande bisogno di nuove possibilità di cura.
I risultati dello studio
I risultati dello studio clinico (evERA) mostrano infatti che giredestrant, in combinazione con everolimus (un altro farmaco) riduce significativamente il rischio di progressione di malattia o morte del 44% in generale, e del 62% nelle pazienti in cui il tumore presenta la mutazione ESR1, rispetto alla terapia endocrina standard più everolimus. La combinazione è stata valutata in pazienti in cui il tumore era negativo al recettore del fattore di crescita epidermico umano di tipo 2 (Her2-), precedentemente trattate con un inibitore delle chinasi ciclina-dipendenti 4 e 6 (CDK 4/6) e terapia endocrina.






