Il desametasone, un farmaco corticosteroide che ha un effetto simile a quello dell’ormone dello stress, potrebbe aiutare a contrastare le resistenze nei tumori al seno più comuni, quelli ormono-dipendenti, che rappresentano circa i due terzi di tutti i casi. A suggerirlo è una ricerca in parte italiana sostenuta da Fondazione Airc, per ora condotta solo su campioni e modelli animali, e pubblicata sulle pagine di Nature.
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Il limite delle terapie attuali e un'intuizione italiana
Per questo tipo di carcinoma mammario, sia in fase iniziale che avanzata, le terapie ormonali - che bloccano la produzione di ormoni femminili o il loro legame con le cellule tumorali - sono uno standard di cura. Con il tempo, però, possono insorgere delle resistenze, soprattutto quando il trattamento è cronico come nella malattia metastatica: il tumore trova il modo di eludere il blocco imposto dai farmaci e riprende a crescere, il che comporta spesso il passaggio a cure più intensive come la chemioterapia, che hanno un maggior impatto sulla qualità della vita.
Una strada che potrebbe aiutare a contrastare le resistenze è quella della restrizione calorica, come aveva evidenziato nel 2020 una ricerca condotta da Irene Caffa e Alessio Nencioni dell'Università di Genova e dell'Ospedale San Martino, sempre pubblicata su Nature: “Con quello studio dimostrammo che brevi periodi di digiuno ‘controllato’, consistenti in una dieta vegana a basso contenuto di calorie, proteine e zuccheri, possono aumentare la sensibilità dei tumori della mammella alla terapia ormonale e rallentare la comparsa di resistenza al trattamento”, ricorda Caffa.








