BOLOGNA – “Ci teniamo a chiarire che siamo pienamente consapevoli della grave situazione umanitaria in atto a Gaza, auspicando la completa soluzione del conflitto e il raggiungimento di una pace duratura. Tuttavia riteniamo che contrastare collaborazioni scientifiche con i ricercatori israeliani non sia uno strumento utile a tali fini”. È un passaggio di una lettera aperta che diversi docenti dell'Università di Bologna hanno indirizzato al rettore Giovanni Molari in vista della nuova riunione del Senato accademico di oggi.

Di fatto i docenti chiedono un passo indietro rispetto alla mozione votata a settembre, con cui il Senato accademico sceglieva di "interrompere ogni formale relazione e collaborazione con università, istituzioni e aziende israeliane fatti salvi i progetti di ricerca esistenti non ascrivibili al dual use, e non ne avvii di nuove".

L'iniziativa parte da un ristretto gruppo di professori tra cui Cesare Faldini, direttore della prima clinica ortopedica all'Istituto ortopedico Rizzoli di Bologna (già autore di una lettera aperta al rettore quest’estate) ma ha già raccolto una trentina di sottoscrizioni. L'azione intrapresa verso Israele, sottolineano i docenti, "contrasta con i principi costitutivi dell'Alma Mater Studiorum".