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Ultimo aggiornamento: 9:37
“Scriviamo mentre la soluzione finale, organizzata dallo Stato di Israele ai danni di Gaza e della sua popolazione, è giunta quasi al termine”, esordiscono così più di 200 tra docenti e ricercatori dell’università in una lettera-appello indirizzata ai vertici dell’Ateno per chiedere di interrompere l’accordo con la Hebrew University di Gerusalemme. L’università dello Stretto ha stretto un accordo quadro con l’ateneo israeliano nel 2021 prevedendo interscambi di docenti e di materiale di ricerca.
L’intesa scadrà nel 2026 e per il quale si era già mossa l’Unione degli universitari (Udu) di Messina nell’aprile del 2024, quando la richiesta di cancellarla è stata ignorata dalla rettrice Giovanna Spatari. Adesso, dopo che l’Università di Pisa ha interrotto due accordi che aveva sottoscritto con la Hebrew University e con l’università di Reichman, docenti e ricercatori di Messina si rivolgono a Spatari: “La popolazione muore letteralmente di fame; a decine, ogni giorno, si spengono, crudelmente denutriti, bambini per una precisa decisione politica e militare del governo Netanyahu. Di fronte allo sterminio forse c’è una sola cosa altrettanto indicibile: la possibilità che il genocidio diventi tollerabile. Allora, malgrado il fatto che la sparizione di Gaza lascia senza fiato, disperatamente, tenacemente, non vogliamo restare in silenzio”.






