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Ultimo aggiornamento: 9:41

L’ateneo riconosce la pace come valore fondamentale “non sostiene e non partecipa ad alcuna attività finalizzata alla produzione, allo sviluppo e al perfezionamento di armi e sistemi d’arma da guerra”. Per questo il 24 luglio, a seguito di quanto deliberato dal Senato accademico lo scorso 11 luglio, l’Università di Pisa ha interrotto due accordi quadro con gli atenei israeliani Reichman ed Hebrew. La decisione, spiega il cda in una nota, è stata “presa in via eccezionale e alla luce del drammatico contesto umanitario nella Striscia di Gaza e rappresenta un gesto politico rivolto al Governo di Israele, con l’invito a cessare le ostilità e a intraprendere un processo di pace giusta e sostenibile”. “Non è un atto contro le università israeliane in quanto tali – ha aggiunto il rettore Riccardo Zucchi -, abbiamo infatti attivi programmi con università israeliane su progetti che riguardano ambiente e neuroscienze e la decisione non intende in alcun modo compromettere i legami scientifici, culturali e personali tra ricercatori e studenti: non esprime una posizione pregiudizialmente contraria alla cooperazione accademica con le università israeliane ma si configura come un atto di responsabilità etica e civile, reso necessario da quella che si presenta oggettivamente come una forma di pulizia etnica in corso e in coerenza con i principi statutari recentemente aggiornati dall’ateneo”.