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Ultimo aggiornamento: 16:50

Speravano in una risposta “equilibrata”, pur nella “consapevolezza della diversità delle posizioni culturali e politiche”. Invece è passata più di una settimana da quando il 15 ottobre la rete Maiindifferenti – Voci ebraiche per la pace e il Laboratorio ebraico antirazzista hanno inviato la loro lettera, e l’Unione delle comunità ebraiche italiane non ha ancora risposto. Per questo motivo, visti anche gli “altri episodi recenti”, le due organizzazioni hanno deciso di diffondere il testo integralmente, per portare all’attenzione pubblica l’iniziativa di propaganda militare sionista organizzata nelle scuole paritarie ebraiche di Roma e Milano: il tour “educativo” di un soldato dell’esercito israeliano, Adi Karni, che sui social sfoggia le sue foto in tuta mimetica e mitragliatrice. E che davanti agli studenti dei licei ha raccontato che i militari israeliani, gli stessi che in due anni hanno massacrato 68mila palestinesi, di cui più di un terzo bambini, combattono a i Gaza “perché vogliono vivere in pace e in sicurezza”. E “non per uccidere, come provano a farvi credere tutte le fake news che sentite”.

Nella lettera le due reti ebraiche pacifiste denunciano la deriva dell’Ucei, che dovrebbe rappresentare i valori dell’ebraismo italiano. Ma l’Unione, si legge nella lettera, “è rimasta in silenzio” di fronte ai “gravi episodi” delle ultime settimane. Oltre al tour pedagogico militarista, l’Ucei è accusata di non aver preso una posizione netta contro l’aggressione agli studenti del liceo artistico Caravillani di Roma, durante un’assemblea studentesca dedicata al genocidio, ad opera di “una squadraccia” capitanata da Riccardo Pacifici, esponente della Comunità ebraica romana. O contro le parole della ministra della Famiglia, Eugenia Roccella, secondo la quale le “gite” ad Auschwitz sono state solo “un modo per ribadire che l’antisemitismo era una questione fascista e basta”. O contro la proposta di Maurizio Gasparri, che vuole impedire per legge le critiche a Israele. Tutti fatti per cui Maiindifferenti – il cui primo appello per la pace, firmato tra gli altri anche da Gad Lerner, è stato pubblicato quasi due anni fa – si sarebbe augurata un comportamento diverso da parte dell’Ucei. La domanda che le reti pacifiste si pongono, in vista delle elezioni del nuovo Consiglio dell’Unione, nonché dei Consigli delle Comunità ebraiche italiane è: “dove sta andando l’Ucei?”.