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Ultimo aggiornamento: 8:03

“Siamo lì perché vogliamo vivere in pace e in sicurezza, non perché vogliamo uccidere come provano a farvi credere tutte le fake news che sentite”. Sono le parole di Adi, un giovane di 22 anni, militare dell’Idf che nei giorni scorsi ha incontrato a Milano gli studenti e le studentesse del triennio della scuola paritaria ebraica. A riportare la cronaca della mattinata trascorsa all’Istituto israelitico è stato lo stesso sito della struttura che, dopo aver raccontato dell’incontro con grande rilievo, nelle scorse ore ha fatto sparire dal portale qualsiasi traccia di questo appuntamento.

Una testimonianza, quella del soldato che combatte nella Striscia di Gaza, che ha indignato l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università: “Quella andata in scena non è che un’operazione che tende a far familiarizzare gli studenti e le studentesse in Italia con le azioni militari per le quali i tribunali internazionali si sono espressi in termini di plausibili crimini di guerra e crimini di genocidio. Il giovane che ha parlato ha cercato di convincere gli allievi che tutto il mondo dei media, delle istituzioni internazionali, tra cui l’Onu, le Ong siano produttori di fake news”. L’articolo pubblicato sul sito della scuola aveva come titolo: “La testimonianza di un giovane israeliano, soldato dell’Idf: Combatto perché Israele possa vivere in pace e in sicurezza”.