Per chi convive con tumori neuroendocrini avanzati del polmone o del timo, le opzioni di cura dopo la progressione della malattia sono sempre state limitate. Oggi, una nuova analisi porta una notizia importante: cabozantinib potrebbe cambiare le cose. Un’analisi post hoc dello studio di Fase III Cabinet, presentata al congresso Esmo 2025, ha dimostrato che cabozantinib riduce dell’81% il rischio di progressione della malattia o di morte rispetto al placebo.
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20 Ottobre 2025
I risultati dello studio
Lo studio Cabinet è un trial randomizzato di Fase III, sponsorizzato dal National Cancer Institute (NCI) e condotto dall’Alliance for Clinical Trials in Oncology. Ha coinvolto 298 pazienti negli Stati Uniti, randomizzati 2:1 per ricevere cabozantinib o placebo. I criteri di inclusione erano rigidi: malattia misurabile, progressione documentata e almeno una linea di terapia sistemica precedente diversa dagli analoghi della somatostatina. Proprio al Congresso europeo sono stati annunciati i risultati di un’analisi specifica dello studio Cabinet, in cui cabozantinib è stato confrontato con un placebo in pazienti affetti da tumori neuroendocrini pancreatici (pNETs) ed extra-pancreatici (epNETs), già precedentemente trattati. Nel sottogruppo di pazienti con tumori neuroendocrini avanzati del polmone o del timo (NET), la sopravvivenza mediana libera da progressione (mPFS) è risultata tre volte più lunga con cabozantinib: 8,2 mesi contro 2,7 mesi del placebo. La riduzione del rischio di progressione o morte è stata dell’81%.






