Dopo il parere positivo dello scorso giugno del Comitato per i medicinali per uso umano (Chmp), la Commissione europea dà il via libera alla nuova terapia per i tumori neuroendocrini (Net), non resecabili o metastatici, indipendentemente da sede e grado del tumore (sia pancreatici sia extra-pancreatici). Si tratta di un farmaco mirato, cabozantinib, che potrà essere usato per quei pazienti in progressione dopo almeno una precedente terapia sistemica.
I vaccini nei pazienti oncologici sono rischiosi?
25 Luglio 2025
Cosa fare dopo la progressione del tumore?
I tumori neuroendocrini possono avere origine in diverse parti del corpo e hanno uno sviluppo per lo più lento. In caso di progressione, le possibilità terapeutiche dipendono però dalla sede primaria del tumore e da diversi fattori che rendono complicato definire la sequenza ottimale dei trattamenti. Che possono essere limitati: per esempio, per il 27% delle persone con Net polmonari non sono disponibili opzioni terapeutiche in caso di progressione di malattia. “L’utilizzo sequenziale delle terapie è complicato - conferma Marianne Pavel, endocrinologa ed esperta di Net presso la Friedrich-Alexander University di Erlangen, in Germania - Le terapie disponibili sono limitate e non tutti i pazienti affetti da Net possono beneficiare di quelle attualmente approvate”. Ecco perché è importante l’approvazione di cabozantinib in una vasta gamma di Net, indipendentemente dalla sede, a patto che il tumore sia “ben differenziato” (una caratteristica istologica riportata nel referto).






