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Mancano ancora norme precise a cui fare riferimento: nonostante la tecnologia avanzata, secondo Altvelox i sorpassometri sono tutt'altro che infallibili

La diffusione sempre più capillare degli autovelox SP3, o sorpassometri, sta iniziando a generare più di qualche malumore tra gli automobilisti colpiti dalle segnalazioni. Come sempre, e c'era da aspettarselo, a finire nel mirino dei ricorsi è la questione della differenza tra apparecchi di rilevamento omologati o semplicemente approvati, e a far emergere il problema è l'associazione Altvelox, che ha inoltrato un'istanza formale alle Commissioni Giustizia di Camera e Senato con l'obiettivo di far luce sulla querelle.

Visti i precedenti coi tradizionali autovelox, in effetti, era probabile che si arrivasse a questo punto anche per gli SP3, definiti tutt'altro che infallibili dall'associazione, che si sta occupando di gestire numerosi ricorsi: al momento fa fede la sentenza della Cassazione secondo cui i dispositivi elettronici di rilevamento devono essere omologati, e non solo approvati, per poter ritenere valide le multe comminate. Ciò nonostante, hanno iniziato a moltiplicarsi i casi in cui i tribunali ordinari si sono pronunciati in maniera totalmente opposta, ritenendo invece non necessaria l'omologazione per definire legittima la contravvenzione.