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Gli Stati Uniti, come i sovietici prima ancora dei russi, sono sempre stati maestri in questo campo di battaglia
Ora anche il cyberspazio è diventato un campo di battaglia. Grazie a un disegno di legge presentato alla Camera dei Deputati, il Ministero della Difesa (in sinergia con l'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale), potrebbe contare su un vero e proprio "esercito di hacker" composto da tecnici civili che affiancheranno le forze armate. L'obiettivo sarebbe quello di presidiare il terreno della guerra ibrida per eccellenza: sabotaggi informatici, misure attive, operazioni psicologiche e cognitive. Una strategia "difensiva" e condivisa a livello europeo e atlantico, volta a contrastare "minacce" comuni che non conoscono confini geografici.
Del resto gli Stati Uniti, come i sovietici prima ancora dei russi, sono sempre stati maestri in questo campo di battaglia. Se si consulta il sito Freedom of Information Act (Foia) legato alla Cia, che garantisce l'accesso a tutti i documenti declassificati ce ne sta uno in particolare che più di tutti spiega il concetto di "guerra ibrida". Si intitola Manual Psychological Operations in Guerrilla Warfare e originariamente fu commissionato nel 1983 dall'intelligence americana ai ribelli Contras del Nicaragua, durante la guerra civile nicaraguense (1980-1990). "La guerriglia è essenzialmente una guerra politica. Per questo motivo, il suo campo di operazioni va oltre i limiti territoriali della guerra convenzionale penetrando l'essere politico per eccellenza': l'animale politico considerato come obiettivo militare della guerriglia, il punto più critico dell'essere umano è la mente. Una volta raggiunta la mente, l'animale politico' è stato sconfitto, senza necessariamente aver sparato alcun colpo", si legge nelle primissime pagine di questo vero e proprio manuale. In esso, appunto, tutta una serie di tecniche per la propaganda e di tattiche psicologiche volte ad indebolire i regimi nemici o a modificare la percezione pubblica. Gli hacker, operativi nel cyberspazio, sono diventati così i guerriglieri del Ventunesimo secolo, e secondo la nuova normativa potrebbero avere il potere di agire direttamente anche in tempo di pace. Questo significherebbe che, in caso di attacco informatico ad un ministero, un'azienda strategica o ad una rete critica nazionale, questi potranno avere licenza di "hackerare".






