Attenzione alle biciclette legate dove capita. Ché no, non sempre è maleducazione e sì, spesso, semmai, è un dato di necessità: sei appena arrivato in ufficio, devi incontrarti con gli amici al parco, sei davanti al super e devi fare una spesa veloce, ma la rastrelliera più vicina si trova nell’isolato dopo, spazio non ce n’è manco a cercarlo col lanternino della dinamo e di lasciare la city-bike incustodita non ci pensi neanche perché a) l’hai pagata mica una bazzecola, b) magari ha un valore affettivo, è quella con cui ti portava a spasso la nonna e c) ti serve e lo sai benissimo, se la molli lì senza catena col piffero che la ritrovi. Allora che fai? Individui un lampione, scovi un palo, alla peggio va bene anche il sostegno di un cartello: ti armi di lucchetto, scombini la combinazione, cosa ti potrà mai succedere? Puoi becchi una multa, pure salata.
Dice il Consiglio di Stato (che si è appena espresso su un ricorso presentato dalla Fiab, la Federazione italiana ambiente e bicicletta, di Cagliari; la quale ha sollevato un polverone sull’articolo 19 del regolamento di sicurezza urbano del capoluogo sardo che vieta di legare velocipedi e motocicli a «infrastrutture pubbliche inadatte») che i Comuni hanno piena facoltà di sanzionare chiunque leghi bici o moto all’infuori dei parcheggi designati.








