Altro che pedalata assistita. Ci sono «furbetti» che sfrecciano in città (e dintorni) in sella a motorini travestiti da biciclette. O da monopattini. Tanto per capirci, arnesi che possono viaggiare anche a 70 chilometri l’ora, quando un «cinquantino» arriva a stento a 50. Ma per scoprire l’inganno, bisogna vederli passare e riuscire a fermarli, entrambe circostanze per nulla scontate. Per riportare la legge in questo «Far West», sono scesi in strada della Polizia municipale e carabinieri. Un paio di mesi fa è accaduto a Milano, la prima città in Italia ad aver avviato questi controlli in modo organizzato. E qualche giorno fa, anche i Comuni di Bolzano e Torino hanno tirato le somme degli accertamenti fatti nelle ultime settimane.

Monopattini elettrici, ecco come l’Europa può insegnarci a ridurre gli incidenti mortali

A Milano

Il risultato dei controlli è stato di 54 veicoli fuorilegge (quasi tutte biciclette) su 71 fermati. L’operazione è stata fatta dai militari del Nucleo radiomobile, che hanno fatto multe per 400 mila euro. Lo «stimolo» a questo tipo di accertamenti è arrivato dal ministero dei Trasporti, che assieme alla Motorizzazione civile ha messo a disposizione dei militari lo «Snap NT», dispositivo studiato per misurare con esattezza la velocità massima raggiungibile dalle biciclette elettriche. Tra i più assidui utilizzatori di veicoli «truccati» ci sono i rider, che cercano di ridurre i tempi di consegna per riuscire a portare a casa qualche euro in più. Ma alla guida di quegli arnesi, finiscono per diventare pericoli pubblici. Sia chiaro, i rider non sono gli unici «furbetti» bloccati con le bici «truccate»: i controlli sono avvenuti in centro, tra piazza Castello e piazza Cantore, dove le biciclette sono utilizzate da molti residenti per aggirare il traffico. La velocità media registrata dai militari è stata di 40 km/h, ben oltre i 25 km/h previsti dalla legge.