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Appetiti sulla sanità dietro l'inchiesta poi fallita. Il governatore sentito come teste
Una inchiesta è stata usata come un'arma impropria, per aprire la strada al comitato d'affari che ruotava intorno alla Procura della Repubblica di Pavia. Questa è la ricostruzione che sta prendendo forma nel fascicolo che ha come indagati l'ex procuratore Mario Venditti e il suo ex sostituto Paolo Mazza, condotta dalla Procura della Repubblica di Brescia sull'onda del caso Garlasco. L'indagine che Venditti e il pm Mazza (oggi in servizio a Milano) sono sospettati di avere piegato agli interessi dei loro amici è quella che all'inizio del 2020, in pieno Covid, colpì i vertici del Policlinico San Matteo, il grande ospedale pavese. Vennero incriminati per peculato e turbativa i vertici dell'ospedale, a partire dal presidente Alessandro Venturi. E Venditti spinse l'indagine fino ai massimi livelli della politica regionale, mandando la Guardia di finanza a sequestrare il telefono del presidente della Regione Attilio Fontana. La mattina del 23 settembre 2020 le fiamme gialle mandate da Venditti bussarono alla porta del governatore, si fecero consegnare il suo telefono e ne estrassero tutti i contenuti.






