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Nell’avviso di conclusione delle indagini della procura di Pavia è stata inserita la relazione finale dei Carabinieri del Nucleo Investigativo, che comprende anche intercettazioni ambientali

Con l’avviso di conclusione indagini, tutti gli atti raccolti dalla procura di Pavia nell’indagine sull’omicidio di Chiara Poggi sono stati scoperti e convergono su un’impalcatura di colpevolezza su Andrea Sempio. E gli elementi che stanno emergendo stanno riscrivendo quella che è la dinamica omicidiaria, almeno secondo il procuratore Napoleone e i suoi uomini, sulla base di nuovi indizi e di nuove risultanze. Tra gli intercettati di questa nuova indagine c’è anche la famiglia Poggi: non una pratica inusuale quando si indaga per un omicidio, che ha però infastidito la famiglia della vittima, come si evince dal comunicato diramato dagli avvocati che seguono i genitori di Chiara e il fratello.

Nella relazione finale dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano si legge che dalle intercettazioni tra i genitori e il fratello di Chiara Poggi “emerge chiaramente come vi sia certamente una commistione tra le versioni della famiglia Poggi e quelle indotte dal fronte Sempio”, rappresentato anche dall’avvocato Angela Taccia, storico legale difensore di Andrea Sempio. E questa, sottolineano i militari, rappresenta una “situazione di anomalia nell'intreccio tra indagato e famiglia Poggi”. In questi passaggi dell’informativa viene anche evidenziata una “modificazione” delle testimonianze rese da Marco Poggi nel verbale del 20 maggio 2025 rispetto a quelle rese “nell'arco di 18 anni e confermate fino a due mesi prima”.