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L’ex procuratore al Riesame: "Mancano indizi sulla corruzione, la perquisizione è stata una violazione"
La Procura di Pavia starebbe sperperando soldi pubblici nell'interesse non della giustizia ma di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l'omicidio di Chiara Poggi: è questa la pesante accusa che ai magistrati della nuova indagine sul delitto di Garlasco viene lanciata da un loro ex collega. Ovvero da Mario Venditti, che a Pavia è stato a lungo ai vertici della Procura, e che ora è indagato per corruzione proprio per avere - secondo l'accusa - depistato a pagamento le indagini che già nel 2017 portavano in direzione di Andrea Sempio, oggi considerato dai pm il vero assassino di Chiara. Venditti lancia la sua accusa non in un comunicato ma - e questo ne appesantisce la portata - direttamente in un atto giudiziario: il ricorso al tribunale del Riesame contro il decreto di perquisizione disposto contro di lui dalla Procura di Brescia, eseguito venerdì dalla Guardia di finanza, che ha portato alla luce l'inchiesta contro a suo carico per i 43mila euro che avrebbe ricevuto dalla famiglia Sempio. È un'accusa che Venditti dal primo istante ha respinto sdegnosamente.






