Vacanze costose, tempo libero e di qualità, cibo a chilometro 0. E poi un certo tipo di approccio educativo, che di solito si acquisisce a suon di corsi e consulenze a pagamento. Fare un figlio implica soddisfare tutto questo, se non puoi permettertelo meglio cambiare idea. È questo il modello di maternità diffuso sui social, fatto di aspettative che per molte donne sono impossibili da realizzare.
“Essere madri oggi significa tante cose, anche confrontarsi costantemente con standard irraggiungibili. Nel paragone cresce il senso di impotenza, anche per me era così”. A parlare è Francesca Bubba, attivista e scrittrice di 39 anni, che per combattere la solitudine che spesso circonda l’esperienza della maternità ha creato “Condivisione è cura”, una piattaforma nata per permettere alle sue follower, per la maggior parte madri, di aiutarsi e fare rete.
La piattaforma di solidarietà femminile
L’idea è semplice: sul sito ciascuno pubblica annunci di ricerca o offerta di beni materiali (passeggini, vestiti, giocattoli) ma anche di ascolto, sostegno e compagnia. Tutto gratis. “Da Biella a Palermo si moltiplicano richieste e offerte di ogni tipo: c’è chi offre un aiuto per la spesa, chi le proprie competenze professionali di consulente legale, di psicoterapeuta, di babysitter, chi semplicemente il proprio tempo”, racconta Bubba.








