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In seguito alle forti pressioni esercitate dagli Stati Uniti, venerdì i 176 paesi dell’Organizzazione marittima internazionale (IMO) riuniti a Londra hanno votato per rinviare di un anno l’adozione di una tassa globale sulle emissioni di gas serra prodotte dal settore. La decisione potrebbe avere forti conseguenze sul nuovo regolamento, che aveva richiesto anni di mediazioni per essere discusso e che doveva essere approvato in vista della prossima conferenza sul clima (COP30), che si terrà tra un mese in Brasile.
Nelle scorse settimane il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e alcuni dei suoi diretti collaboratori avevano minacciato l’introduzione di nuovi dazi nei confronti di alcuni paesi che sembravano orientati ad approvare il nuovo sistema di tassazione. Alcuni dei partecipanti alla riunione di Londra hanno detto di essere stati «bullizzati» e di avere ricevuto «intimidazioni» da parte dei funzionari statunitensi, prima del voto che avrebbe dovuto confermare quanto era stato deciso dall’IMO lo scorso aprile.
La sospensione di un anno non implica automaticamente la fine del regolamento, ma secondo gli esperti darà agli Stati Uniti e ad alcuni paesi che basano una parte importante della loro economia sui combustibili fossili, come Arabia Saudita e Russia, più tempo per fare pressioni nei confronti dei paesi a favore.











