Con il suo impegno costante a fianco del popolo curdo, Zerocalcare è una delle voci che ha animato il dibattito pubblico “Verso la pace e una società democratica in Kurdistan”, presso il Centro Ararat di Roma, nell’ambito della giornata conclusiva del ÇAND – Festival della Cultura Curda.

Il fumettista e attivista romano, da anni vicino alla causa curda e testimone diretto dell’esperienza del Rojava, ha portato al centro della discussione la proposta politica di Abdullah Öcalan, leader del movimento curdo detenuto dal 1999 in isolamento sull’isola-prigione di Imrali. “Non è solo una questione geopolitica – ha ribadito in passato in più occasioni Zerocalcare – ma un modello che ci interroga su come vogliamo vivere, qui e ora, in società più giuste e partecipate”.

Il dibattito, moderato da Michela Arricale del CRED, ha visto la partecipazione di voci istituzionali, giuridiche e giornalistiche: Massimiliano Smeriglio (assessore alla Cultura di Roma Capitale), Giovanni Russo Spena (Comitato Libertà per Öcalan), Chiara Cruciati (giornalista de il manifesto), Arturo Salerni (avvocato per i diritti umani) e Piero Bernocchi (Confederazione Cobas).

Al centro del confronto, la proposta di confederalismo democratico elaborata da Öcalan: un modello alternativo alla guerra e all’autoritarismo, fondato su autogoverno locale, parità di genere, ecologia sociale, pluralismo culturale e partecipazione diretta. Ispirato dalle teorie libertarie di Murray Bookchin, il confederalismo democratico ha trovato una parziale realizzazione nel Rojava, nel nord della Siria, diventando un esempio concreto di resistenza e costruzione sociale.