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Ultimo aggiornamento: 15:22

Duran Kalkan, figura di spicco del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK, fondato da Abdullah Ocalan) che ha dichiarato il proprio scioglimento lo scorso anno nel contesto del processo definito dalle autorità turche “Turchia senza terrore” – dunque non processo di pace come è stato definito in modo superficiale – in corso in Turchia, si è dichiarato contrario al conflitto in corso tra Stati Uniti, Israele e Iran. Kalkan sostiene che questa contesa sia in atto da decenni senza apportare alcun beneficio ai popoli del Medio Oriente.

In un’intervista andata in onda su Medya Haber TV, Kalkan ha affermato che il conflitto in corso dovrebbe essere considerato parte di una lotta più ampia e prolungata che risale alla Guerra del Golfo. “Questa guerra non è iniziata dieci o undici giorni fa. Va avanti da 36 anni – ha dichiarato Kalkan – siamo realistici. Sappiamo bene dove e quando è iniziata. Gli Stati Uniti conducono attacchi in Medio Oriente non certo da adesso. Nell’autunno del 1990, hanno schierato 150.000 soldati nella regione in un solo mese, dall’Arabia Saudita al Kuwait. Hanno impiegato tutti i loro aerei e navi”. “Le forze che conducono questa guerra sono ciò che chiamiamo il sistema della modernità capitalista globale”, ha aggiunto. “Questa è la guerra di coloro che vogliono cambiare lo statalismo, su cui si basano molte delle nazioni contemporanee, per ottenere maggiori profitti dal capitale e annichilire coloro che difendono quello statalismo. Si tratta di una guerra di egemonia allo scopo di ottenere maggiori profitti e maggiore influenza. Noi siamo contro, come movimento, come popolo e, pertanto, ci opponiamo”.