Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 14:28
I rappresentanti del partito filo-curdo per l’Uguaglianza dei Popoli e la Democrazia (DEM) renderanno nota oggi la seconda lettera dello storico leader curdo fondatore del PKK, Abdullah Ocalan, da più di vent’anni in carcere condannato all’ergastolo. Un anno dopo il suo primo appello per sottolineare l’importanza di portare avanti il progetto di una Turchia “ libera dal terrorismo”- cosí l’ha definito il governo turco guidato dal presidente Recep Tayyip Erdogan – Ocalan invita i vertici del PKK a riflettere sulle azioni da intraprendere nelle fasi successive.
La lettera del leader del PKK dovrebbe proporre un’analisi degli sviluppi dal suo primo messaggio e sottolineare che si è ormai entrati nella seconda fase. Nel suo primo messaggio, Ocalan ha invitato il PKK a deporre le armi e porre fine alla lotta armata contro la Turchia. “Come nel caso di qualsiasi comunità e partito moderno la cui esistenza non sia stata abolita con la forza, lo farebbe volontariamente, convocate il vostro congresso e prendete una decisione; tutti i gruppi devono deporre le armi e il PKK deve sciogliersi”, aveva affermato Ocalan.
In linea con il messaggio, il PKK ha deciso di sciogliersi durante un congresso tenutosi nel maggio 2025. Un primo gruppo di membri ha distrutto pubblicamente le armi a luglio, e il PKK ha successivamente annunciato che si sarebbe ritirato dal territorio turco a ottobre. Ma a dimostrare che ancora la situazione è assai complessa e rischiosa per i membri del PKK, è arrivata la dichiarazione del falco nonchè neo ministro della Giustizia, l’ex procuratore capo e fedelissimo di Erdogan, Akın Gürlek. Il ministro ha sottolineato che il percorso verso una Turchia “libera dal terrorismo” potrebbe essere rafforzato da alcune modifiche legislative, tra cui la legge antiterrorismo e la legge sull’esecuzione delle pene. “Tuttavia – ha affermato Gürlek – è essenziale osservare i passi concreti compiuti dall’organizzazione terroristica PKK prima di concretizzare questi cambiamenti”, riferendosi al disarmo dei membri del PKK.








