UDINE - Dopo il comitato di cittadini Udine sicura, che nel giorno stesso dei disordini in piazza Primo maggio aveva chiesto che «il Comune di Udine si attivi per richiedere i danni agli organizzatori», anche la politica si muove in questa direzione. A sventolare l'adagio del "chi rompe paga" è la Lega, ma anche Fratelli d'Italia e pure Forza Italia. E l'elenco potrebbe continuare. I rappresentanti del Carroccio in consiglio regionale ricordano la proposta della Lega che prevede la responsabilità pecuniaria per i promotori di manifestazioni pubbliche: «Un principio di buonsenso: chi rompe paga. Chi promuove un evento deve anche assumersi la responsabilità di eventuali danni o disordini. È giusto tutelare la libertà di manifestare, ma altrettanto giusto è proteggere i cittadini e le città da chi trasforma le piazze in campi di battaglia».
Ha parole di sdegno anche l'europarlamentare leghista Anna Maria Cisint: «Basta violenza nelle nostre strade. Non è più tollerabile che manifestazioni, già prevedibili nella loro degenerazione, si trasformino in guerriglia urbana. È ora che chi organizza queste manifestazioni si assuma le proprie responsabilità e risarcisca i danni causati. Le autorità devono applicare con rigore criteri più severi nell'autorizzazione dei cortei, evitando che i soliti facinorosi trasformino le nostre città in campi di battaglia».















