UDINE - A quattro mesi dai disordini scoppiati a Udine in occasione della partita tra Italia e Israele del 14 ottobre 2025 giocata allo stadio Friuli, la polizia ha concluso l’attività investigativa individuando e denunciando dodici persone ritenute responsabili delle violenze avvenute al termine di un corteo nel centro cittadino. L’indagine, coordinata dalla Digos della Questura di Udine, ha portato all’identificazione di dodici indagati – due italiani e dieci stranieri, tutti con residenti in Italia – accusati di aver preso parte attiva agli scontri con le forze dell’ordine impegnate nei servizi predisposti in concomitanza con il match disputato per le qualificazioni ai Mondiali.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori anche attraverso l’analisi di numerosi filmati, durante la manifestazione proPal alcuni partecipanti si sarebbero coperti il volto e avrebbero lanciato contro gli agenti sassi, bottiglie, segnali stradali e altri oggetti. Nel corso dei disordini rimasero feriti due giornalisti e una decina di appartenenti alle forze dell’ordine. Una giornalista di Rainews venne colpita alla caviglia da una pietra mentre stava documentando la protesta. Riportò una ferita giudicata seria e venne trasportata in ospedale in ambulanza. Uno degli indagati è ritenuto responsabile del lancio del sasso che l’ha colpita.