In Umbria, a fronte di una produzione di vino e mosto in crescita rispetto ai 365 mila ettolitri del 2024 e di una qualità giudicata buona, i prezzi delle uve hanno registrato un nuovo e deciso scivolone.

Lo certifica l'ultimo listino del 14 ottobre della Borsa merci di Perugia, organo della Camera di commercio dell'Umbria, che come ogni anno fornisce i valori realmente pagati ai produttori.

"Un elemento di trasparenza raro tra le Borse merci italiane, molte delle quali si limitano a rilevare i prezzi praticati tra grossisti e intermediari" viene spiegato.

Rispetto al 2024, le quotazioni 2025 mostrano un calo fino al 30% per i prezzi minimi e al 33,3% per i massimi - emerge da un comunicato della Camera di commercio -, mentre nel confronto con il 2023 la flessione diventa ancor più severa: tra il meno 40% e il meno 50% per i minimi e fino al meno 54% per i massimi.

Le uve destinate ai vini rossi Doc e Docg sono le più penalizzate, con un solo segno positivo: il Trebbiano spoletino, in aumento del 64,8%, ma solo a causa della scarsità della produzione, al minimo storico.