"Cara Ilaria Salis, ad appena 17 anni e 2 mesi, (1976) ero già in Sardegna, arruolato. Ho dedicato la mia gioventù, ho perso ferie, nottate, matrimoni di amici, funerali, domeniche, ferragosti. Ho perso colleghi, rischiato tutto per quattro soldi di uno stipendio che mai bastava, ho fatto carte che neanche il miglior avvocato, avendo io solo la 5^ elementare", scrive il carabiniere Gregorio Cortese nel suo lungo post. "Ho rischiato la vita molte volte (neanche i miei famigliari lo sanno, non lo sapranno mai), ho gioito insieme ai miei fratelli: sì, quelli che indossano la divisa, mentre quelli come Lei, signora Salis, col pugno chiuso a sinistra e il portafogli a destra, agli scioperi mi tiravate pietre, mi insultavate, mi minacciavate di morte", prosegue il militare raccontando scene che, seppure lontane nel tempo del suo vissuto, sono estremamente attuali.