Oltre al dolore per i tre carabinieri uccisi, l'accusa al capitalismo «che ha trasformato la casa da bene essenziale a bene speculativo» e la corresponsabilità della politica che non affronta «le cause profonde del disagio». «Avere la sicurezza di un tetto sopra la testa non può essere un privilegio di classe: è condizione essenziale per una vita dignitosa e felice», è la lettura che Ilaria Salis, eurodeputata di Avs, dà alla strage dei carabinieri morti nell'esplosione del casolare di Castel d'Azzano, provocata dai fratelli Ramponi che non volevano lasciarlo. Salis l'ha scritto su Instagram e così si è innescata una dura polemica politica.

A contestarla è il centrodestra, insieme ad alcune associazioni che rappresentano le forze dell'ordine. Parole bollate come «vergognose, inaccettabili e indegne» che portano poi l'ex attivista per il diritto alla casa a una precisazione: «Esprimo la mia vicinanza umana ai parenti delle vittime», è la premessa. Poi si difende dicendo di essere stata strumentalizzata ma ribadisce le sue critiche.

Per il forzista Maurizio Gasparri sono parole di «una persona che diventa un cattivo maestro, capace di generare altro orrore e altra violenza». E chiama in causa Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli di Avs, il partito che ha candidato Salis in Europa: «Chi ha scelto di candidare una persona capace di questo orrore e di raggiungere questo livello di irresponsabilità, ha una responsabilità gravissima».