Caro direttore, ho letto le parole di Ilaria Salis sulla terribile tragedia di Castel d'Azzano e mi hanno indignato, perché noto che questa signora non perde occasione per attaccare lo Stato. E lo fa, senza alcun rispetto umano, anche quando vi sono dei carabinieri morti ed altri feriti per difenderlo, lo Stato. Dovrebbe solo vergognarsi questa donna.

Luciano Tempestini

Mestre

Caro lettore, la miseria intellettuale e la mediocrità umana di Ilaria Salis erano già note: le esternazioni di questi giorni sulla strage di Castel d'Azzano, volgari anche dal punto di vista politico, ne sono semplicemente la conferma. Neppure di fronte alla morte di tre carabinieri la nostra europarlamentare è riuscita a trattenersi nel dar voce alle sue stralunate convinzioni anti-capitaliste e anti-sistema, arrivando a giustificare chi ha provocato la morte dei tre esponenti dell'Arma. Un'assoluta idiozia prima ancora che una vergogna. Ma la colpa non è sua.

Ilaria Salis la conosciamo, è questa: un'insegnante precaria, aspirante paladina delle campagne anti-sfratti, diventata famosa per aver partecipato a una rissa dopo una manifestazione antifascista a Budapest e per essere stata poi esposta in un tribunale ungherese (ingiustamente) ammanettata. No, se oggi dobbiamo in qualche modo occuparci delle becere affermazioni dell'onorevole Salis sulla strage di Verona, è perché qualcuno, per pure ragioni di marketing politico, l'ha trasformata in un'eroina, l'ha poi candidata e fatta eleggere all'Europarlamento. Sono gli stessi, parliamo della premiata coppia Bonelli-Fratoianni, che in Parlamento, quello italiano in questo caso, portarono già un altro presunto paladino, in quel caso dei braccianti stranieri sfruttati: Aboubakar Soumahoro. E sappiamo com'è andata a finire. Ma vale la pena di ricordarselo.