Ci sarà anche l’anno prossimo il credito d’imposta per chi vuole investire nella Zes unica (che per ora rimane estesa a tutto il Mezzogiorno più Umbria e Marche in attesa di capire se la Unione europea darà il via libera alla proposta del Governo di ampliarla a tutto il Paese). Nella manovra 2026 è stato infatti previsto il rifinanziamento della misura con un importo leggermente maggiorato rispetto a quello di quest'anno, 2,3 miliardi, a conferma dell’importanza che il Governo continua a mostrare verso il sostegno finanziario agli investimenti nella Zes unica.
Nella nuova legge di Bilancio, inoltre, è stato riconfermato per il triennio 2026/2028 il bonus Zes relativo alle assunzioni da parte delle imprese che investono nella Zona Economica Speciale. Una scelta, quest’ultima, che sembra fare ipotizzare la definitiva scelta di rendere misura strutturale la Zes, come richiesto dalle aziende.
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È un tema che si riproporrà a breve scadenza dal momento che dovrebbe essere imminente l’entrata in funzione del Dipartimento per il Sud a Palazzo Chigi che assorbirà al proprio interno la Struttura di missione che continua per ora a gestire le richieste di investimenti e il rilascio delle autorizzazioni. «Ci piace certamente il rifinanziamento della Zes unica, che ha messo in moto 28 miliardi di investimenti e generato 35mila assunzioni», commenta il vicepresidente di Confindustria Maurizio Marchesini. E aggiunge: «Con un euro pubblico sono stati messi in moto 5 euro di investimenti privati», un risultato che non ha precedenti nella recente storia economica del Sud.











