La giornalista americana, volto della tv newyorkese, racconta come ha trasformato un momento di disorientamento in un nuovo modo di parlare di corpo, età e libertà

di Giulia Mattioli

Una sera del novembre 2019, durante la diretta del telegiornale di New York, la conduttrice Tamsen Fadal non ricordò più come si pronunciava l’espressione “mandato di comparizione”. Un blackout mentale improvviso, il cuore che correva all’impazzata, ondate di calore e gocce di sudore che le scivolavano sul viso: “Se cado, qualcuno mi prenda”, mormorò, prima di essere accompagnata fuori dallo studio. Quello che inizialmente le sembrò un attacco di panico o il sintomo di qualche grave malattia, si sarebbe rivelato invece l’inizio di una trasformazione più profonda. Pochi mesi dopo, un referto sintetico lo confermò: “In menopausa”.

Da quell’episodio è nato La menopausa felice (Newton Compton), un libro che intreccia autobiografia e divulgazione con un linguaggio diretto e autentico. Fadal, volto celebre della televisione americana oggi voce di riferimento sul tema della salute femminile in età matura, racconta di aver amato subito la traduzione italiana del titolo (in inglese è How to menopause). “Adoro quel titolo”, dice. “È forte e positivo. Per troppo tempo la menopausa è stata vista come una fine, come una perdita della giovinezza o della vitalità. Ma può essere un inizio potente. Non credo che ‘felice’ significhi che ogni giorno sia facile; significa che possiamo trovare forza, libertà e chiarezza in questa fase della vita”.