DA VEDERE. Fra qualche giorno arricchirà il cartellone di Netflix ma vedere al cinema “A House of Dynamite” è un’altra cosa. Il nuovo lavoro della talentuosa Kathryn Bigelow (“Strange days”, “Zero Dark Thirty”) è un film potente, emana adrenalina, vanta attori eccellenti (Idris Elba su tutti), si basa sull’accurata sceneggiatura firmata dal quotato Noah Oppenheim, presenta un montaggio sublime, una colonna sonora strepitosa. Racconta di un imminente attacco agli Stati Uniti con un missile a testata nucleare di provenienza sconosciuta attraverso tre punti di vista di personaggi all’interno della Casa Bianca. Questo è vero cinema.
DA EVITARE. Un film così cupo toglierebbe la voglia di ridere persino a Michelle Hunziker nel suo elementare “Io canto Family” su Canale 5: “Tre ciotole” di Isabelle Coixet con Elio Germano e Alba Rohrwacher - rispettivamente ristoratore romano e insegnante di educazione fisica al liceo - si candida a film più triste dell’anno, oltre che a uno dei meno riusciti. Al centro del racconto, una grande storia d’amore che diventa all’improvviso unilaterale dato che lei - come canterebbe Annalisa - ama lui ma lui non ama più lei. Lei va quindi in crisi, non mangia più, comincia addirittura a confidarsi anche con il cartonato di un cantante pop coreano, si ammala gravemente. Mancherebbe dalla vicenda un treno che travolge uno dei due protagonisti a causa di un passaggio a livello inopinatamente non abbassato ma non è stato inserito nella sceneggiatura. Attinto da un’opera di Michela Murgia, “Tre ciotole” si trascina per ben 120 minuti, percepiti quasi il doppio.






