Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Il ministro Ciriani: l’inchiesta non aiuta la sinistra
A leggere i giornali di queste settimane sul «caso Garlasco» o a guardare i talk show (da Vespa a Giletti, a Corona) che l’hanno trasformato in una serie «crime», tira una brutta aria per il partito anti-riforma della giustizia. Siamo al romanzo giallo, al thriller all’ultimo respiro che tira in ballo direttamente esponenti della magistratura, una storia che entra nelle menti e fa paura. Seduto su una poltrona del Transatlantico il ministro Luca Ciriani azzarda un collegamento politico tra il «caso Garlasco» e il referendum sulla riforma della giustizia che diventerà legge a fine mese dopo l’ultimo passaggio in Senato. «Il referendum - ragiona - sarà la madre di tutte le battaglie. Se vinciamo tiriamo la volata per le politiche e per il “campo largo” si metterà davvero male. La vicenda di Garlasco non li aiuta: con questa magistratura è quasi meglio riparare all’estero che affrontare un processo...». Quella di Ciriani è un’iperbole polemica ma è anche vero che le rivelazioni sull’assassinio della povera Chiara Poggi che puntano i riflettori su un ex-pm che si occupò dell’inchiesta - poi si vedrà se fondate o meno - rischiano di trasformarsi in un colpo letale per la credibilità delle toghe paragonabile per efficacia alle confessioni dell’ex-magistrato Luca Palamara sui giochi che si celavano dietro alcune inchieste giudiziarie.






