Oltre al dolore per i tre carabinieri uccisi, l'accusa al capitalismo "che ha trasformato la casa da bene essenziale a bene speculativo" e la corresponsabilità della politica che non affronta "le cause profonde del disagio". E' la lettura che Ilaria Salis, eurodeputata di Avs, da alla strage dei carabinieri morti nell'esplosione del casolare di Castel d'Azzano, nel Veronese, provocata dai fratelli Ramponi che non volevano lasciarlo e l'hanno saturata di gas. Salis lo scrive su Instagram e innesca una dura polemica politica.
A contestarla è il centrodestra, insieme ad alcune associazioni che rappresentano le forze dell'ordine. Parole bollate come "vergognose, inaccettabili e indegne" che portano poi l'ex attivista per il diritto alla casa a una precisazione: "Esprimo la mia vicinanza umana ai parenti delle vittime", è la premessa. Poi si difende dicendo di essere stata strumentalizzata ma ribadisce le sue critiche. Nel frattempo, mentre restano stabili le condizioni dei tre feriti più gravi coinvolti nell'esplosione, sul fronte giudiziario nessun passo avanti.
I due fratelli Ramponi - Dino e Franco, entrambi detenuti - hanno deciso di non rispondere alle domande del gip del tribunale di Verona. Per la sorella Luisa, che resta intubata in terapia intensiva, è scattata la convalida dell'arresto. Domani sarà il giorno dei funerali dei militari uccisi. E a ricordare Valerio Daprà, Davide Bernardello e Marco Piffari, nella basilica di Santa Giustina a Padova, ci saranno anche il presidente Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni e moltissime delegazioni di partiti. Prima, però, la politica si infiamma sull'analisi di Salis. Ieri la parlamentare aveva commentato la strage dicendo che "alla radice di quei gesti disperati e terribili c'è una questione sistemica: la negazione di un diritto fondamentale, che genera sofferenza e disagio in fasce sempre più ampie della popolazione".











