I carabinieri hanno fermato il terzo occupante del casolare di Castel d'Azzano nel Veronese dove questa mattina si è verificata l'esplosione in cui sono morti tre carabinieri. Si tratta di Franco Ramponi, 65enne, allontanatosi dopo l'esplosione, che è stato rintracciato dai militari del Nucleo Investigativo in una campagna di sua proprietà ed è stato fermato, senza opporre resistenza.
Gli altri due fermati sono un fratello e una sorella sessantenni. Tutti e tre abitavano nel casolare che sarebbe dovuto essere sgomberato. Non volevano lasciare l'edificio e così, secondo le prime ricostruzioni, lo hanno "imbottito" di bombole di gas. Quindi, durante le operazioni di sgombero, la tragedia che ha provocato oltre a tre morti anche il ferimento di 11 agenti, tra carabinieri e poliziotti. A innescare l'esplosione sarebbe stata la donna, rimasta anche lei ferita.
I tre carabinieri morti appartenevano al Nucleo Radiomobile di Padova e alla Squadra operativa supporto del Battaglione mobile di Mestre (Venezia). Il Brigadiere Capo Qualifica Scelta Valerio Daprà era nato a Brescia 56 anni fa, aveva una compagna e un figlio di 26 anni. Si era arruolato nel 1988 ed apparteneva al Radiomobile di Padova, assieme al Carabiniere Scelto Davide Bernardello, di 36 anni, celibe, nato a Camposampiero (Padova) e arruolato nel 2014. Il Luogotenente Marco Piffari, 56enne, viveva in provincia di Padova. Era il comandante della Squadra Operativa Supporto del Battaglione Mobile di Mestre, arruolato nel 1987.










