Video di Enrico Ferro
CASTEL D'AZZANO (VERONA) - Nell'esplosione a Castel D'Azzano, nel Veronese, sono morti tre carabinieri, 17 i feriti, alcuni ricoverati in ospedale in fin di vita. La testimonianza di Marcello Fusina, vicino di casa in via San Martino. «Vivevano senza acqua e luce, con il latte e i prodotti dei campi. L’anno scorso avevano saturato la casa di gas e si erano arrampicati sul tetto».
La deflagrazione - secondo quanto finora ricostruito dagli inquirenti - è stata provocata da tre fratelli (Franco, Dino e Maria Luisa Ramponi) che hanno fatto esplodere la loro casa colonica mentre era in corso una perquisizione da parte delle forze dell'ordine. Nei giorni precedenti infatti erano state fotografate delle sospette bottiglie molotov sul tetto, perciò il procuratore capo di Verona, Raffaele Tito, ha delegato il controllo, data anche la situazione di particolare tensione con i Ramponi a causa di una procedura di sfratto pendente nei loro confronti.
Ma chi sono i Ramponi? Secondo quanto racconta Marcello Fusina, la famiglia «già lo scorso anno hanno riempito una stanza di gas e poi sono andati sul tetto. Pronti a morire non saprei, ma sono persone che non hanno niente da perdere. Io conoscevo Dino, l'ho frequentato fino alle scuole medie. Poi non ho avuto più contatti con lui».














