(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il mercato del legno si trova in una fase “agitata” in cui il settore si trova a fare i conti con alcune difficoltà, in particolare le prospettive economiche di bassa crescita, l’attuale cronica mancanza di offerta di legname e le incognite legate al nuovo Regolamento dell'Unione europea sui Prodotti a Deforestazione Zero (EUDR). In un quadro in cui si assiste a una carenza di offerta in paesi come Austria, Germania, Francia e Svizzera – con conseguente aumento dei costi – e in cui si dovrà fare i conti con i cambiamenti climatici – che porteranno a una diversificazione della materia prima – in Italia attualmente il settore si è mostrato resiliente ma altamente dipendente dal Pnrr. Gli ultimi dati nel settore dell’edilizia in legno evidenziano la resilienza del comparto delle costruzioni in legno, che, a fronte di una flessione del -4,9% nel volume d’affari residenziale nel 2024, mostra una significativa capacità di tenuta grazie agli investimenti pubblici e al rinnovamento del patrimonio edilizio scolastico, in crescita del +9,1% rispetto all’anno precedente (Fonte Osservatorio Federazione Filiera Legno), che confermano come sia importante anche per il comparto delle costruzioni in legno il Pnrr. Il settore mantiene così una quota di mercato stabile e un turnover complessivo di circa 2,4 miliardi di euro, confermandosi un pilastro della filiera edilizia sostenibile. Tuttavia, le imprese dovranno affrontare nei prossimi mesi sfide cruciali legate al progressivo ridimensionamento degli incentivi fiscali destinati agli interventi di riqualificazione, miglioramento energetico e demolizione-ricostruzione.