(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Esaurita l’onda lunga dei bonus edilizi, il settore del legno ha vissuto un 2024 complesso e un 2025 in lieve ripresa. Ma per l’anno che si appresta a cominciare la parola d’ordine è “resilienza”, anche grazie all’ultima parte degli investimenti nel comparto edile legati al Pnrr. Spostando però lo sguardo verso un futuro a medio e lungo termine, le prospettive sono migliori, grazie in particolare alla spinta green. È quanto emerge dal dibattito che ha avuto luogo nella quinta edizione di “Orizzonte Legno”, l’evento annuale organizzato dal gruppo merceologico dell’Unione Industriali Torino con il contributo di Banco Azzoaglio, Conlegno, Plack, Rilegno e Scm, che quest’anno è intitolato “Il Legno protagonista dell’economia del futuro”.

«È indubbio che ci siano dei segnali di crescita del nostro mercato, soprattutto su determinate settorialità, ma il fondamento di questa crescita è imputabile all'azione delle aziende, non solo al settore. Chi è stato lungimirante e quindi ha creduto nello sviluppo attraverso investimenti mirati, con una forte spinta verso la tecnologia, inizia a vedere i frutti del proprio lavoro. E li vedrà anche nei prossimi anni», spiega Davide Benedetto, presidente di Associazione Legno, che sottolinea l’importanza della «spinta verso il green», che inevitabilmente «prevede e prevedrà in futuro l’utilizzo del legno come materiale da costruzione e di finitura». «Il legno di per sé costituisce una materia prima chiave per questo sviluppo, soprattutto con l'applicazione delle nuove tecnologie. Ha delle caratteristiche che garantiscono qualità sia a livello energetico, sia a livello sismico, sia a livello di durata che altri materiali difficilmente hanno», racconta ancora Benedetto, evidenziando quanto «sarà importante sfruttare questa spinta green e le nuove norme che vanno in questa direzione».