Il 2024 ha segnato una svolta nel settore dell’edilizia in legno: per la prima volta, infatti, il valore della produzione destinata alla realizzazione di opere pubbliche ha superato quello della produzione destinata a costruzioni residenziale e private. Un risultato spinto soprattutto dagli investimenti e dagli interventi previsti dal Pnrr, che vedrà un consolidamento sia quest’anno, sia nel 2026, portando di fatto il settore dell’edilizia in legno verso una nuova fase. Non più soltanto un «protagonista del residenziale evoluto, ma anche una componente strutturale delle politiche nazionali per la trasformazione del patrimonio edilizio», in particolare quello destinato alla scuola, all’hospitality, alle RSA e agli studentati, grazie soprattutto alle caratteristiche di sostenibilità, velocità esecutiva e basso impatto cantieristico.
Un comparto che vale 2,3 miliardi
A dirlo è il nuovo Osservatorio edilizia in legno realizzato da Filiera Legno, la federazione che rappresenta 515 imprese del settore, per un valore aggregato di oltre 6 miliardi di euro e circa 23mila addetti. L’Osservatorio fotografa un settore che, nonostante le difficoltà che hanno caratterizzato il mondo dell’edilizia, nel 2024 ha dimostrato una tenuta, realizzando ricavi per 2,3 miliardi di euro, in linea con il 2023 nonostante il venire meno degli incentivi fiscali che avevano contribuito alla forte crescita del comparto negli anni immediatamente successivi al Covid. «Le imprese hanno dimostrato non solo resilienza, ma anche una notevole capacità di adattarsi ai nuovi paradigmi dell’edilizia pubblica», ha detto Angelo Luigi Marchetti, presidente di Filiera Legno, che ha evidenziato anche il consolidamento del tessuto imprenditoriale nell’ultimo anno. In particolare, secondo i dati raccolti nell’Osservatorio, i risultati migliori sono stati ottenuti dalle aziende che possono contare su una continuità produttiva e con fatturato superiore ai 15 milioni di euro, che hanno investito nell’innovazione tecnologica e nel personale, rafforzando le competenze interne, gli uffici tecnici e la capacità di progettazione ingegneristica. Tutto questo ha permesso di accedere ai bandi di gara più complessi e di maggior valore, sostenendo la crescita.








