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20 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 16:46
Le previsioni del 2026 sono positive: gli investimenti torneranno a crescere (+5,6% su base annua), le opere pubbliche segneranno un progresso del 12% e pure il mercato della riqualificazione abitativa, dopo la depressione causata dalla fine del superbonus, potrebbe crescere del 3,5% grazie alla proroga per 12 mesi degli incentivi fiscali prevista nell’ultima legge di bilancio. Così oggi l’Associazione nazionale dei costruttori edili ha potuto affermare che il settore delle costruzioni è “il motore del pil e dell’occupazione”: tra il 2021 e il 2025, secondo l’Ance, ha generato da solo 350mila nuovi posti di lavoro, portando a un aumento del 20% dell’occupazione complessiva grazie alla realizzazione e alla manutenzione di strade, ponti, scuole, reti idriche o energetiche. Sono i dati contenuti nell’ultima edizione dell’Osservatorio congiunturale sull’industria delle costruzioni. I problemi potrebbero arrivare con la fine del Pnrr, ma Federica Brancaccio, presidente dell’associazione, ha una proposta per il governo: un grande piano per l’edilizia abitativa pubblica.
Nel 2025 non sono state comunque tutte rose e fiori: il settore delle costruzioni ha segnato una “lieve flessione” degli investimenti dell’1,1%, ma è stata molto inferiore alle attese che erano del -7%. La flessione è stata causata principalmente dal calo dell’edilizia abitativa (-15,6%), solo in parte compensata dalla “forte spinta delle opere pubbliche trainate dal Pnrr” (+21%). Nelle previsioni per il 2026, gli investimenti dovrebbero però tornare positivi (+5,6%) grazie al rush finale per “l’ultimo miglio” del Piano nazionale di ripresa e resilienza che “traina il comparto”. Oltre alla spinta delle opere pubbliche (+12%), si prevede una crescita anche della riqualificazione abitativa grazie alla proroga degli incentivi fiscali (+3,5%).








