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8 SETTEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 8:16

A un anno dal termine del Piano nazionale di ripresa e resilienza e mentre il governo lima nuova proposta di rimodulazione straordinaria delle scadenze, i dati sullo stato di attuazione restano in chiaroscuro. Secondo un’elaborazione di Ifel-Anci per Il Sole 24 Ore, basata sui dati aggiornati al 30 giugno da Italia Domani, alcuni ministeri mostrano notevoli ritardi nella spesa effettiva dei fondi. I peggiori risultati si registrano per Lavoro, Agricoltura, Turismo, Cultura e Salute. Intanto un’analisi dell’Osservatorio Pnrr di TEHA, presentata al forum di Cernobbio, conferma che anche in caso di “completa implementazione” l’impatto positivo sulla crescita di lungo periodo del Paese si fermerà all’1,9% contro il +3,6% stimato dal ministero dell’Economia nel 2021.

Il ministero del Lavoro, guidato da Marina Calderone, aveva speso a fine giugno solo l’11,8% degli 8,4 miliardi assegnati. A rilento soprattutto i programmi per la formazione, le politiche attive del lavoro e il sostegno all’occupazione. I dicasteri di Agricoltura e Turismo sono fermi rispettivamente al 14,5% e 18,4%, la Cultura al 18,9% e la Salute al 27,6%, con ritardi concentrati su progetti legati alla medicina territoriale. La realizzazione di case di comunità e l’inserimento dei medici di base nei nuovi modelli assistenziali hanno incontrato ostacoli organizzativi e contrattuali. Le differenze tra territori contribuiscono a un avanzamento irregolare e le difficoltà sono aggravate dalle frizioni tra governo e Regioni, in particolare sulla riforma dei medici di base e l’attuazione delle case di comunità. Da capire se anche questi capitoli decisamente sensibili saranno oggetto della prossima revisione che verrà chiesta a Bruxelles nelle prossime settimane, come confermato sabato dal ministro competente, Tommaso Foti.