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29 LUGLIO 2025
Ultimo aggiornamento: 12:14
A un anno dalla scadenza finale del giugno 2026, l’82% delle risorse destinate all’attuazione della Missione Salute del Pnrr, pari a 12,81 miliardi di euro, non è stato ancora speso. Solo quattro dei 14 obiettivi sono quasi completati o già raggiunti. Degli altri dieci, cinque presentano gravi criticità e di cinque non si hanno dati pubblici per fare una corretta valutazione. L’attivazione delle case di comunità resta al palo: meno del 16% del totale (164 su 1038) è pienamente operativo e appena il 4,4% (46 strutture) ha a disposizione il personale medico e infermieristico necessario a farle funzionare. Le altre, come si temeva, sono al momento cattedrali nel deserto. Non va meglio con gli ospedali di comunità. Il target da raggiungere entro il prossimo giugno parla di 307 strutture funzionanti. Al momento sono 124 (il 40,4%) quelle con almeno un servizio attivo, ma non si conoscono i dati sul personale. Anche la digitalizzazione sanitaria procede a singhiozzi, a partire dalla campagna informativa per la popolazione. Solo il 42% dei cittadini, infatti, ha fornito il consenso alla condivisione dei propri dati, necessaria al corretto funzionamento del fascicolo elettronico. Il target (già abbassato) per i posti in terapia intensiva e semi-intensiva è di 2692 posti per la prima e 3230 per la seconda, ma solo il 33,1% e 37,1% sono stati rispettivamente attivati al momento. Nonostante siano un’infrastruttura essenziale per fronteggiare future emergenze sanitarie. Infine il dato peggiore, quello sui fondi destinati all’antisismica ospedaliera: solo l’11% delle risorse è stato speso. E la percentuale scende al 6% se si prendono in esame solo i progetti destinati al Sud Italia.









