Negli ultimi anni sono cresciuti, a livelli record, nel campo dell’edilizia, aziende, occupazione e salari in Liguria: lo testimoniano i dati raccolti dalle Casse edili territoriali, rielaborati dal Collegio regionale ligure dei costruttori edili. Ma dopo la fine del superbonus e con l’avvicinarsi del termine dei lavori finanziati col Pnrr, il settore rischia di tornare in crisi. Una situazione che Ance Liguria intende evitare a tutti i costi.
«Come comparto - afferma Enio Marino, presidente dell’associazione territoriale - abbiamo sofferto molto dal 2008 al 2018. C’erano pochi lavori ed è mancata, a lungo, l’alternanza tra cantieri pubblici e privati. Nel 2019 gli occupati edili erano poco più di 17mila. Poi è arrivato il superbonus che, dal 2020 in poi, ha acceso un fuoco di paglia. Tanti artigiani, che erano dipendenti di ditte strutturate, sono diventati imprenditori e il mercato è stato drogato: non si trovavano neppure i ponteggi, che dovevano essere acquistati all’estero. Quando, poi, sono finiti gli incentivi (nel 2024, ndr) è arrivato il Pnrr, che ha rappresentato un’altra iniezione di risorse per l’edilizia, anche se le ha costrette a correre».
Operai saliti di 10mila unità dal 2019 al 2025







